Grand Couloir Milleottocentocinquanta (1850) al Tour des Jorasses per Niccolò Bruni e Giovanni Ravizza

Il 25 di marzo facendo una ciaspolata in Val Ferret, addocchio questa splendida linea che si innalza tra i due pinnacoli di granito al sole del Tour des Jorasses e della Punta Massimo. Scatto tante foto da varie angolazioni e quando le rivedo mi si illuminano gli occhi e intuisco che la linea c’è ed è pure bella e logica. Scrivo subito al compagno di mille avventure Giovanni Ravizza che, guardando le foto, mi scrive: "figataaaa andiamo!"
Da quel momento dopo tanti messaggi e chiamate, decidiamo finalmente il giorno dell’attacco alla via: lunedì 31 marzo. Anche se danno vento fortissimo da nord ci proviamo lo stesso dico a Gio, tanto lì sono sicuro che siamo riparati e non ci sarà una bava d’aria; così è stato!
La mattina del 31 marzo partiamo alle 5:30 dal parcheggio di Plampincieux, più o meno alle 9:00 siamo alla base del Tour des Jorasses. L’avvicinamento non è stato banale, nella prima parte un continuo togli e mettere gli sci, poi tutta la salita con i rampant, fondamentali quel giorno e nonostante quelli abbiamo tribolato un po’.
Attacchiamo la via e iniziamo ad intuire cosa ci aspetta sopra, una magnifica linea di ghiaccio ben formata e qualche tiro di misto sempre con bellissime frange di ghiaccio blu. Dopo 10 tiri, 550 metri di via, un po’ stanchini ma pieni di gioia, arriviamo in cima alle difficoltà.
Ancora non crediamo ai nostri occhi, finalmente siamo alle fine delle difficoltà, abbiamo finito la via. Ora ci aspetta una bella discesa in doppia su Abalakov e soste su chiodi e nut attrezzate durante la salita. Piccola pausa alla base della via e giù per i 1600 metri di polenta concia, non ci facciamo mai mancare niente, un altra sciata magnifica!
Si conclude così un’altra strepitosa giornata insieme all’amico Gio. Non sono mancati gli imprevisti però: un Abalakov ha ceduto e sono rimasto sulla vite da ghiaccio di backup. Ennesima dimostrazione di quanto serve mettere sempre una vite di sicurezza. Sempre.
Faccio orgogliosamente parte della Società Guide Alpine Courmayeur 1850 che quest’anno, come suggerisce il nome, celebra il suo 175esimo anniversario. Ciliegina sulla torta: grazie ad un commento di Marco Corti su Instagram dopo l’apertura, abbiamo scoperto che si tratta di una linea tanto sognata da Giancarlo Grassi e, ancora di più, da Michele Ghirardi, grande alpinista di Pinerolo e accademico del CAI, che l’ha monitorata per anni andando in Val Ferret con sci da fondo e binocolo. Conoscevo bene Michele, che purtroppo è mancato qualche anno fa, e non nascondo che per me è veramente un grande onore essere riuscito a salire una via da lui individuata e sognata tanti anni fa!
di Niccolò Bruni