Prima libera di Yeti sulla Nord dell'Eiger per Robert Jasper
Il 16/07 Il tedesco Robert Jasper, con l'austriaco Stefan Eder, ha realizzato la prima salita in libera di Yeti, via aperta sulla parete Nord dell'Eiger dagli italiani Andrea Forlini e Gianni Faggiana, nel 1998.
![]() Il 16 luglio scorso il tedesco Robert Jasper, insieme all'austriaco Stefan Eder, ha realizzato la prima salita in libera di Yeti, la via aperta sulla parete Nord dell'Eiger dagli italiani Andrea Forlini e Gianni Faggiana, nel 1998. A Jasper - che come molti ricorderanno con Stephan Glowacz ha ricevuto la nomination del Piolet d'or 2005 per la nuova via al Murallion - ci sono volute 12 ore per salire in libera i 1000 metri di parete, percorrendo la parte inferiore della Nord lungo "Dynamitehole". E' stata una grande "corsa" quella di Jasper ed Eder su una salita che si sviluppa lungo la parte destra (quella delle vie "moderne") della mitica Nord. Un viaggio in libera che Jasper ha valutato di 7c/7c+ e che concentra le lunghezze più dure negli ultimi 250 metri. C'è voluta solo una veloce (e brillante) giornata per concretizzare l'obiettivo ma la rincorsa è partita all'incirca un anno fa. Perché, come scrive Robert, Yeti ad ogni metro ti ruba forza... ![]() di Robert Jasper Prima libera di Yeti, parete Nord dell'Eiger (Oberland bernese) Yeti Part 1, Estate 2005 Dopo un giorno infinito d'arrampicata. Roger Schäli ed io siamo sulla sommità dell'Eiger. Abbiamo percorso la via Yeti ma non siamo riusciti a salire tutte le lunghezze in libera come era nelle nostre intenzioni. I passi più duri sono negli ultimi 250 metri dei 1000 che misura la via. Spesso sono bagnati e, in queste condizioni, è molto complicato salire in libera visto che non sei mai sicuro di tenere l'appiglio. Così ogni metro ti ruba forza e sei veramente felice quando finalmente raggiungi la cima. Per essere una via sulla nord dell'Eiger, Yeti offre una roccia abbastanza buona. Oltre ai chiodi ci si deve proteggere anche con friends e dadi. E, frequentemente, ci si trova a salire con un solo imperativo: "non devo cadere!". Nel 1998, gli italiani Andrea Forlini e Gianni Faggiana hanno fatto un grande lavoro quando hanno aperto questo itinerario. Yeti Part 2, Estate 2006 Le incredibili temperature giù in valle ci hanno condotti ancora sull'Eiger. E' arrivato il tempo per il mio progetto! Ho lavorato le sezioni bouldering della via: in un itinerario di mille metri d'altezza è importantissimo arrampicare il più efficientemente possibile per riuscire a salire in libera tutte le lunghezze! Ed io cercavo di salire in libera tutti i tiri in un giorno. 16 Luglio 2006 Il tempo è buono, oggi non ci dovrebbero esserci tempeste. Stefan Eder, il mio socio austriaco, appena ritornato da uno sfibrante tour come Guida, è molto motivato a tentare questa via con me. Alle 4 del mattino affrontiamo il ghiacciaio dell'Eiger alla luce delle nostre frontali. Saliamo senza corda la parte inferiore della parete Nord fino alla fine di “Dynamitehole”, poi ci leghiamo. L'importante è mantenere il giusto ritmo. Solo ora scopro che i passi croux sono bagnati, malgrado ciò devo controllami. Tremavo un po' prima di affrontare il tetto dell'ultimo tiro. Mi sono tirato su e, dopo 12 ore di altissima concentrazione, siamo riusciti a raggiungere la parte superiore e, insieme, il mio obiettivo di liberare un itinerario sulla parete nord dell'Eiger. Due ore dopo ci godevamo la nostra birra alla Kleine Scheidegg... di Robert Jasper Scheda Yeti, parete Nord Eiger difficoltà: 7c/7c+ (o 6c+, A1) altezza: 1000m Prima salita: Andrea Forlini e Gianni Faggiana, 1998. (con partenza da "Dynamitehole") Prima libera: Robert Jasper insieme a Stefan Eder il 16.07.2006 (in 12 ore dalla base della parete) Difficoltà: parte inferiore: dal 1° al 4° per ca. 500m. Da Dynamitehole: 2°, 5°+, 2°, 4°, 6b, 2°, 7b, 6b+, 6b, 6c+, 7b+, 7c/c +, 6b+, 6c+, 6a, 6c, 7c/c+. Materiale: corde da 50, friends e rocks.
Nelle foto: Robert jasper su Yeti (foto arch. R. Jasper) |
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