Invernali - Via dei Cinque Muri alla Torre Armani
Prima ripetizione invernale della Via dei Cinque Muri, parete N-O della Torre Armani, Gruppo Vallaccia - Cima Undici, per Nicola Tondini e Robertino Parolari.
Il 17 marzo 2000, le guide alpine Nicola Tondini e Robertino Parolari, in 9 ore, hanno la (probabile) prima ripetizione invernale della Via dei Cinque Muri sulla parete Nord-Ovest della Piramide Armani nel Gruppo Monzoni Vallaccia - Cima Undici. La cronaca Venerdì 17 Marzo. Partenza da Affi alle 4.30 di mattina. Alle 7.00 siamo già sul sentiero che dal fondo della Val San Nicolò porta al bivacco Zeni, posto a 15min dalla parete Nord-Ovest della Torre Armani. Intorno alle 10.00, dopo qualche preparativo, attacchiamo la via. Nei primi tiri saliamo lenti: perdiamo molto tempo (nella prima sosta siamo rimasti fermi quasi 40 minuti) nel vano tentativo di riscaldaci, in maniera decente, soprattutto le mani e i piedi. Per fortuna verso le due del pomeriggio un po' di sole ha baciato la parete, e ci ha fatto compagnia per un paio d'ore. Alle 18.00 siamo arrivati sotto agli ultimi due tiri di VII+. Nicola li ha risolti con un tiro unico di 60 metri abbondanti (con una indispensabile pausa sulla sosta intermedia per riscaldare i piedi veramente congelati). Alle 19.00 siamo in cima. Dopo ben tre ore di calate infernali (il vento metteva sempre le corde orizzontali con conseguenti 'incastramenti' e grovigli) riappoggiamo i piedi alla base della parete. La via è stata salita in alternata e tutta a vista (dal primo di cordata). Durante la discesa alla macchina, il fantastico paesaggio che il chiarore della luna ci ha regalo ci ha subito fatto dimenticare l'impegnativa giornata, e, immediatamente, ci è tornata la voglia di qualche altra bella esperienza in posti così pieni di fascino. Le Condizioni atmosferiche Pur essendo Marzo le condizioni erano abbastanza proibitive. Il giorno precedente alla salita aveva nevicato, giusto una spolverata, ma che ci ha spesso costretti a pulire appigli e appoggi dalla neve. Venerdì, inoltre, la giornata è stata caratterizzata da forti venti da Nord che ci hanno costretto ad arrampicare sempre con salopette e giacca a vento, sopra a innumerevoli strati in pile. Insomma i problemi più grossi ce li ha creati il freddo. Tanto che solo sui tiri di VII+ e VIII abbiamo avuto il 'coraggio' di utilizzare le scarpette strette. Sui tiri fino al VII, invece, utilizzavamo scarpette larghe con calzettoni di lana. Una giacca di piumino, poi, si è rivelata fondamentale in sosta, infatti chi faceva sicura la utilizzava per avvolgere i piedi, sempre gelati. Note sulla via Conta poche ripetizioni a causa, a parte le difficoltà tecniche, soprattutto delle scarse protezioni e della difficoltà di aggiungerne altre. Abbiamo trovato tutte le soste attrezzate (siamo infatti scesi dalla cima in doppia). Lungo i tiri, a parte qualche clessidra con cordino, abbiamo trovato solo 9 chiodi. Ottima la relazione della guida di M. Furlani "Arrampicate in Dolomiti" ed. Cierre. | |||||||
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(Una fase della salita Foto Roberto Parolari) | |||||||
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