Stefano Ghisolfi: 9a al Tetto di Sarre!
Inarrestabile Stefano Ghisolfi che domenica 9 giugno, con grinta e determinazione, ha fatto sua Ground Zero, la fantastica via di 9a liberata l'11 settembre 2002 da Alberto Gnerro sul Tetto di Sarre (Valle d'Aosta).

Inarrestabile Stefano Ghisolfi che domenica 9 giugno, con grinta e determinazione, ha fatto sua Ground Zero, la fantastica via di 9a liberata l'11 settembre 2002 da Alberto Gnerro sul Tetto di Sarre (Valle d'Aosta).
Per Stefano, numero uno in Italia nelle competizioni, si tratta del primo 9a: un risultato che era nell'aria dopo i recenti 8b+ a vista e gli 8c+ del 2012 tra cui L'avaro sempre al Tetto di Sarre. Da notare che Ground Zero è stato anche il primo 9a italiano e che quella di Ghisolfi potrebbe essere soltanto la terza salita del capolavoro. Visto che siamo in tema diciamo subito che, dopo Gnerro e Cristian Brenna, il giovane torinese è il terzo atleta C.A.M.P. ad aver abbattuto il muro del mitico livello 9.
«Sapevo che era nelle mie possibilità racconta Stefano ma ora che ci sono finalmente riuscito è tutta un'altra cosa: un bel sollievo e una grandissima soddisfazione, un risultato che mi darà sicuramente parecchia carica psicologica. Domenica, con la pioggia, le mete possibili non erano molte: così eccomi al Tetto di Sarre, concentrato su Ground Zero. L'avevo provata nel 2011, facendo un paio di giri per curiosità, e poi qualche mese fa: altri sei tentativi che mi hanno fatto capire che era alla mia portata. Il problema era un passo a tre quarti di via: chiusura su un braccio e movimento leggermente dinamico a centrare un bidito con l'altro. Ma domenica, dopo tre voli in quel punto, sono finalmente riuscito a passare, arrivando subito al bordo del tetto e quindi in catena. Ground Zero mi è costata dodici tentativi in tre giorni e, sinceramente, non pensavo di chiuderla tanto in fretta!».
Da atleta Stefano ha sempre avuto un occhio di riguardo per la leggerissima imbracatura Air. Ma da quando, dedicandosi maggiormente alla roccia, ha scoperto la Laser, ha trovato l'alternativa e anche su Ground Zero si è affidato a lei: «È l'imbracatura più comoda che abbia mai provato dichiara convinto . In falesia, dove il comfort è molto più importante che sulla plastica, ormai siamo inseparabili tanto che la Laser è il mio consiglio per tutti!». Così, insieme alla soddisfazione di Ghisolfi, c'è anche quella di C.A.M.P. e del suo team R&D (Ricerca e sviluppo), riuscito a mettere a disposizione di un simile campione un prodotto estremamente performante, pienamente all'altezza delle sue aspettative. A Stefano auguriamo numerosi altri successi dio questo genere!
Per seguire Stefano Ghisolfi e restare aggiornati sui suoi exploit: www.stefanoghisolfi.com
«Sapevo che era nelle mie possibilità racconta Stefano ma ora che ci sono finalmente riuscito è tutta un'altra cosa: un bel sollievo e una grandissima soddisfazione, un risultato che mi darà sicuramente parecchia carica psicologica. Domenica, con la pioggia, le mete possibili non erano molte: così eccomi al Tetto di Sarre, concentrato su Ground Zero. L'avevo provata nel 2011, facendo un paio di giri per curiosità, e poi qualche mese fa: altri sei tentativi che mi hanno fatto capire che era alla mia portata. Il problema era un passo a tre quarti di via: chiusura su un braccio e movimento leggermente dinamico a centrare un bidito con l'altro. Ma domenica, dopo tre voli in quel punto, sono finalmente riuscito a passare, arrivando subito al bordo del tetto e quindi in catena. Ground Zero mi è costata dodici tentativi in tre giorni e, sinceramente, non pensavo di chiuderla tanto in fretta!».
Da atleta Stefano ha sempre avuto un occhio di riguardo per la leggerissima imbracatura Air. Ma da quando, dedicandosi maggiormente alla roccia, ha scoperto la Laser, ha trovato l'alternativa e anche su Ground Zero si è affidato a lei: «È l'imbracatura più comoda che abbia mai provato dichiara convinto . In falesia, dove il comfort è molto più importante che sulla plastica, ormai siamo inseparabili tanto che la Laser è il mio consiglio per tutti!». Così, insieme alla soddisfazione di Ghisolfi, c'è anche quella di C.A.M.P. e del suo team R&D (Ricerca e sviluppo), riuscito a mettere a disposizione di un simile campione un prodotto estremamente performante, pienamente all'altezza delle sue aspettative. A Stefano auguriamo numerosi altri successi dio questo genere!
Per seguire Stefano Ghisolfi e restare aggiornati sui suoi exploit: www.stefanoghisolfi.com
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