Alex Puccio e Jernej Kruder vincono il Rock Master KO Boulder Contest
La statunitense Alex Puccio, per la terza volta consecutiva, vince la gara Boulder del Rock Master assieme allo sloveno Jernej Kruder. Secondi il francese Jeremy Bonder e la giapponese Akiyo Noguchi, terzi il giapponese Makoto Yamauchi e la slovena Julija Kruder.

Alex Puccio vince il Rock Master KO Boulder Contest del Rock Master Festival 2014
KO BOULDER FEMMINILE
Boulder KO System ovvero l'interpretazione del boulder stile Rock Master. Un sistema velocissimo e se volete anche un po' crudele. Capirlo è facile. Ci sono 4 blocchi, le atlete li hanno già provati questa mattina per 1 ora e mezza. Ogni blocco è una tappa a parte, nel senso che ogni problema elimina chi fa il peggiore risultato. In tutto ci sono tre tentativi a testa per risolvere ogni singolo rebus. In sintesi: adrenalina a mille, rischio altissimo e soprattutto vietato sbagliare perché... non si recupera. Insomma, questo non è un gioco per deboli di cuore.
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KO BOULDER MASCHILE
Sono in 11 a scendere in campo per il Rock Master Boulder KO System maschile. Tre usciranno subito al primo blocco, che si presenta come un vero e proprio rebus di piccoli volumi a piramide che, come stalattiti, spuntano dalla parete strapiombante. Dmitrii Sharafutdinov e Rustam Gelmanov arrivano subito al lancio per prendere la grande “mensola” spiovente del top, ma non riescono a tenerla. Dev’essere proprio “bestiale” quel top se i due fortissimi russi non sono riusciti a pigliarlo. Invece subito dopo lo sloveno Jernej Kruder arriva lì e la fissa… statico. Potenza del boulder. Ma quell’ultima presa, anche con il metodo di Kruder, è davvero difficile da raggiungere. Infatti uno dopo l’altro Jeremy Bonder, James Kassay, Kokoro Fujii, Gabriele Moroni, Makoto Yamauchi, Gregor Vezonik e Michael Piccolruaz cadono proprio lì, ad una passo dall’afferrarla. Chi ce la fa però è il giapponese Rei Sugimoto che centra il top anche lui al primo tentativo. Tutti gli altri invece devono ritentare.
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Boulder KO System ovvero l'interpretazione del boulder stile Rock Master. Un sistema velocissimo e se volete anche un po' crudele. Capirlo è facile. Ci sono 4 blocchi, le atlete li hanno già provati questa mattina per 1 ora e mezza. Ogni blocco è una tappa a parte, nel senso che ogni problema elimina chi fa il peggiore risultato. In tutto ci sono tre tentativi a testa per risolvere ogni singolo rebus. In sintesi: adrenalina a mille, rischio altissimo e soprattutto vietato sbagliare perché... non si recupera. Insomma, questo non è un gioco per deboli di cuore.
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KO BOULDER MASCHILE
Sono in 11 a scendere in campo per il Rock Master Boulder KO System maschile. Tre usciranno subito al primo blocco, che si presenta come un vero e proprio rebus di piccoli volumi a piramide che, come stalattiti, spuntano dalla parete strapiombante. Dmitrii Sharafutdinov e Rustam Gelmanov arrivano subito al lancio per prendere la grande “mensola” spiovente del top, ma non riescono a tenerla. Dev’essere proprio “bestiale” quel top se i due fortissimi russi non sono riusciti a pigliarlo. Invece subito dopo lo sloveno Jernej Kruder arriva lì e la fissa… statico. Potenza del boulder. Ma quell’ultima presa, anche con il metodo di Kruder, è davvero difficile da raggiungere. Infatti uno dopo l’altro Jeremy Bonder, James Kassay, Kokoro Fujii, Gabriele Moroni, Makoto Yamauchi, Gregor Vezonik e Michael Piccolruaz cadono proprio lì, ad una passo dall’afferrarla. Chi ce la fa però è il giapponese Rei Sugimoto che centra il top anche lui al primo tentativo. Tutti gli altri invece devono ritentare.
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Note:
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www.rockmasterfestival.com |
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